Seminari

Workshop con John Strasberg

condotto da John Strasberg

periodo dal 4 al 8 settembre 2017

orario dalle 10.00 alle 16.00 (senza pausa)

costo come da descrizione

presso LAB121 Corso di Porta Romana, 121 Milano

iscrizioni come da descrizione

Il lavoro sarà di 6 ore durante la giornata e si svolgerà a coppie.
Le coppie vengono formate da John Strasberg che assegnerà ad ogni coppia una scena da studiare in lingua italiana.
Le scene verranno presentate in successione e John lavorerà con ognuno singolarmente.
Non è necessaria la conoscenza della lingua inglese perché sarà presente un traduttore.

Selezione su Curriculum Vitae e foto da inviare alla segreteria di LAB121: formazione@lab121.it entro il 13 agosto 2017.

Partecipanti (max 22 persone)
quota 470€ + tessera associativa di 10 euro
Per affrontare il seminario con maggior consapevolezza, ai partecipanti è richiesta la presenza come uditori a due giornate del workshop che si terrà dal 28 agosto al 1 settembre con i partecipanti delle sessioni precedenti. Il costo di partecipazione è incluso nella quota.
Una volta approvata la candidatura, il partecipante sarà contattato dalla Segreteria Organizzativa per esprimere una preferenza sulle due giornate da uditore e verrà stabilito un calendario sulla base delle diverse esigenze.

Uditori (max 10 persone)
quota 200€ + tessera associativa di 10 euro
Si apre la possibilità di assistere come uditori alle giornate di lavoro dal 28 agosto al 1 settembre sulla base delle disponibilità.

Seminario intensivo

condotto da Umberto Terruso

periodo luglio 2017

giorni 15,16 e 17 luglio 2017

orario sabato 15 e domenica 16 (dalle 10.30 alle 19.30); lunedì 17 luglio (dalle 19 alle 23)

costo 150€ + tessera associativa 10€

presso LAB121 Corso di Porta Romana, 121 Milano

Il seminario si concentrerà sull’improvvisazione.
Partendo da uno schema di improvvisazione, lavoreremo sullo stare in scena in modo sereno e tranquillo, osservando veramente i compagni in scena e creando improvvisazioni che partano dal corpo e non dal pensiero.
Affronteremo esercizi in cui sarà il corpo a condurre l’azione e non la razionalità, concentrandoci sull’ascolto dei partner.
“Sentire, diventare, seguire” sarà l’espressione che ci guiderà. Ci concentreremo sul “sentire” ciò che la scena propone. Ci spingeremo a “diventare” ciò che la scena ci suggerisce e “seguendo” il proprio sentire, improvviseremo attraverso il corpo e il testo.

Umberto Terruso

Materiale da portare:

  • una tenuta da lavoro per training comoda (tuta) e un vestito “elegante”, qualcosa cioè con cui poter lavorare ma che sia elegante, diversa dalla tuta da training.
  • almeno 10/15 righe di un brano a memoria (teatrale o non.) Un testo che sia significativo per sè, qualcosa che desti un proprio interesse, che si avrebbe piacere di indagare.

Workshop sulla tecnica Meisner

condotto da Tom Radcliffe

periodo dal 10 al 14 luglio 2017

orario dalle 15.30 alle 20.30

costo come da descrizione

presso LAB121 Corso di Porta Romana, 121 Milano

La tecnica Meisner definisce la recitazione in termini molto semplici. The ability to live truthfully under the given set of imaginary circumstances (la capacità di agire in maniera autentica all’interno di circostanze immaginarie date). Questo significa prima di tutto (re)imparare ad agire in maniera autentica, spogliarsi di tutte le sovrastrutture e i giudizi e imparare a (re)agire momento per momento.
Lo strumento di base che viene usato a questo scopo è il famoso repetition exercise. In seguito si impara a trasportare questa verità in scena, diventando abili nel costruire e a credere alle circostanze del testo.
È un approccio molto efficace che libera l’attore e lo trasporta fuori di sé in relazione con l’esterno (il partner, la scena, le circostanze), invece di farlo concentrare solo su se stesso, su quello che “dovrebbe” sentire, sulle sue memorie o emozioni.
È un approccio rivoluzionario sia per attori professionisti, che dopo anni di lavoro hanno voglia di riconnettersi con la propria verità e desiderano liberarsi da quei manierismi di cui spesso gli attori sono costretti ogni volta che si trovano in scena o sul set e non possono permettersi di sbagliare. Sia per coloro che cominciano: è in assoluto la tecnica più efficace per affrontare le richieste e i tempi del sistema produttivo contemporaneo. Questa tecnica è ormai diffusissima tra gli attori di Hollywood (Charlize Theron, Sam Rockwell, Gene Hackman ne sono tra gli esempi di maggior successo) e molti la insegnano in giro per il mondo. Ma pochi di loro l’hanno studiata direttamente con il suo fondatore. Tom Radcliffe è uno di questi.

Il corso è ristretto ad un numero massimo di 14 partecipanti, questo per permettere di lavorare con attenzione sull’espressività di ognuno. Si comincerà dall’esercizio fondamentale, il repetition exercice, con l’intento di recuperare la capacità di agire d’istinto senza giudizio né controllo.
In caso ci siano partecipanti già esperti e che abbiano una buona conoscenza della tecnica Meisner si potrebbe approcciare anche la fase più avanzata di lavoro su piccoli monologhi (questo si concorderà eventualmente con Tom Radcliffe a corso iniziato). Il corso si svolgerà in inglese ma coadiuvato da traduttori.

SELEZIONE
Inviare una breve lettera motivazionale alla segreteria di LAB121: formazione@lab121.it entro il 16 giugno 2017.
Una volta che Tom Radcliffe avrà selezionato le candidature, il termine del pagamento sarà entro e non oltre il 28 giugno 2017. Sono previsti uditori che potranno assistere a tutte le giornate di lavoro.

Partecipanti (max 14 persone)
quota 300€

Uditori (max 10 persone)
è possibile partecipare come uditori ad uno dei due seminari che si terranno a LAB121:
al mattino dalle 9.30 alle 14.30
al pomeriggio dalle 15.30 alle 20.30
quota 120€

La voce che vola

seminario intensivo sulla voce e il canto

condotto da Sandra Zoccolan

periodo giugno - luglio 2017

giorni 30 giugno, 1 e 2 luglio 2017

orario venerdì 30 (dalle 19 alle 23); sabato 1 e domenica 2 (dalle 10.30 alle 19.30)

costo 150€ + tessera associativa 10€

presso LAB121 Corso di Porta Romana, 121 Milano

Il seminario propone lo studio della voce, a partire dalla conoscenza degli organi fonatori (diaframma, laringe, corde vocali, palato molle, ecc.), le tecniche respiratorie, le cavità di risonanza e la magica combinazione di ritmo, tono e volume.
A partire da questo, ci dedicheremo all’improvvisazione corale e allo sviluppo dell’ascolto al fine di evocare luoghi, situazioni emotive, immagini o semplicemente creare ritmi e armonizzazioni sopra i quali inseriremo canzoni o frasi melodiche dando spazio anche al corifeo, che di volta in volta si “passerà” la parola.
La costruzione dell’ambiente la dobbiamo immaginare come la costruzione di una casa fatta attraverso l’aggiunta di piccoli mattoncini in relazione stretta tra loro; un suono non può stare sopra un altro se non si ascoltano le minime sfumature, due suoni creano un altro suono e così via, quindi la relazione percettiva e umana, perché si tratta di collaborazione, diventa fondamentale e sviluppa un ascolto di sé e degli altri più affinato e curato. I mattoncini saranno i toni, i ritmi, i volumi e i risuonatori che combineremo tra loro.

Il corso è rivolto a chiunque sia interessato a conoscere la propria voce e a scoprire le sue potenzialità, con un’attenzione particolare al canto. Il suono è una vibrazione, prende forma dalla materia che vibra, un po’ come la luce. La voce è la vibrazione delle corde vocali, ma non solo, è la ripercussione di questa vibrazione sulla materia del corpo e dello spazio esterno. Prendere coscienza della propria voce è un lavoro difficile, perché lo strumento con cui la produciamo, le corde vocali, non lo possiamo né vedere né toccare, diversamente che un arto, e di conseguenza la modalità di intervento è un “altro sentire” per cui è necessario un apprendimento particolare; inoltre la voce è quanto di più quotidiano e scontato che conosciamo e usiamo, questo può essere fonte di pregiudizi che limitano la consapevolezza delle nostre potenzialità espressive. Una voce intensa e chiara, ricca di inflessioni timbriche, sensibile e aperta nell’accogliere e trasmettere emozioni, agile nel ritmo è molto più efficace e autorevole per esprimere noi stessi e comunicare con gli altri.
Sandra Zoccolan

Le donne di Don Giovanni

condotto da Luciano Colavero

periodo giugno 2017

giorni 16, 17 e 18 giugno 2017

orario venerdì 16 (dalle 19 alle 23); sabato 17 e domenica 18 (dalle 10.30 alle 19.30)

costo 150€ + tessera associativa 10€

presso LAB121 Corso di Porta Romana, 121 Milano

Le donne di Don Giovanni sono migliaia. Di alcune ci restano scene memorabili nei testi di Molière, Da Ponte, Tirso de Molina, Puškin, Max Frisch e tanti altri. I loro caratteri, le loro pulsioni, i loro atteggiamenti nei confronti della vita, dell’amore, dello stesso Don Giovanni, sono i più diversi e contraddittori che si possano immaginare. Donna Elvira, Donna Anna, Zerlina, Aminta, Tisbea, Carlotta, Maturina, in questo laboratorio faremo la conoscenza di queste e di altre donne, cercheremo di comprendere che cosa le muove, quali sono i loro obiettivi, come agiscono per raggiungerli. Come si comportano queste donne? Che cosa fanno quando sono con Don Giovanni? Che cosa fanno quando incontrano una rivale? E Don Giovanni, come cambia di fronte all’una o all’altra?
Luciano Colavero

L’APPROCCIO AL LAVORO DELL’ATTORE
Amo il teatro che mette l’azione al centro del lavoro dell’attore. Quando un’azione è concreta il corpo dell’attore si muove in maniera credibile, i suoi pensieri sono affilati e le emozioni che vive non sono delle vuote imitazioni.
Lavorare con le azioni è, inoltre, estremamente importante per incontrare un altro attore su un terreno comune e lavorare davvero insieme, qui e ora. In una scena dialogata ben fatta l’attore viene stimolato continuamente ad adattare il proprio lavoro, reagendo a quello del partner. Da un lato segue i propri compiti, dall’altro segue le proposte altrui. Tuttavia, trovare l’equilibrio tra la propria iniziativa e quella dell’altro non è facile: volersi imporre a ogni costo oppure abbandonarsi all’altrui volontà sono errori comuni.
Anche l’analisi di un dialogo può nascondere delle insidie. Dialoghi concettualmente complessi o poeticamente straordinari possono sembrare del tutto privi di azione e perciò irrecitabili; dialoghi brevi ed essenziali, fatti di parole semplici e dirette, possono essere fraintesi e messi in scena senza cogliere tutti i dettagli che ci sono nello spazio tra una battuta e l’altra.
Questo laboratorio cercherà di individuare con esattezza questi problemi e, attraverso la pratica e l’analisi, ci indirizzerà verso la loro risoluzione.

ALCUNE INFORMAZIONI PRATICHE
Ogni giorno, dopo una prima parte di risveglio fisico, faremo un training d’ensemble per dare l’avvio al nostro lavoro. Inizieremo giocando, con esercizi che sviluppino l’attenzione reciproca, la reattività, la prontezza. Per il training è richiesto abbigliamento comodo e scarpe che abbiano la suola pulita o che siano state sempre usate in sala.
A ogni partecipante è richiesto di portare anche un abito “da festa” e uno “da tutti i giorni”, le suole delle scarpe dovranno esser pulite prima di poterle utilizzare in sala.
Le scene su cui lavoreremo saranno comunicate due settimane prima dell’inizio del laboratorio, nel frattempo vi consiglio la lettura di tutte le versioni del “Don Giovanni” che riuscirete a trovare.

Teatro Danza

seminario studio

condotto da Lara Guidetti

periodo marzo - aprile 2017

giorni 31 marzo; 5,7,12,14,21 e 28 aprile 2017

orario dalle 20.00 alle 23.00

costo rata unica 170€ + tessera associativa 10€

presso LAB121 Corso di Porta Romana, 121 Milano

All’interno del corso biennale d’Arte Drammatica, LAB121 organizza dei seminari studio per approfondire aspetti specifici dell’arte dell’attore: la scoperta della maschera, teatro danza, voce, la relazione scenica attraverso l’azione drammatica e la costruzione del personaggio.

7 incontri di approfondimento sulla disciplina del teatro danza con la danzatrice e coreografa Lara Guidetti

Il corso ha come principale obiettivo quello di mettersi in connessione col proprio corpo scoprendone le possibilità dinamiche e comunicative. Il lavoro fisico pone l’attenzione sull’uso del corpo e sulla composizione del movimento come espressioni di un linguaggio parallelo alla parola in grado di ampliarne le possibilità espressive, metaforiche e creare un ulteriore livello di coscienza dell’interprete. Nel corso delle lezioni verrà sviluppato un percorso che metta in relazione la pratica del corpo in senso tecnico e come contenitore creativo attraverso il quale indagare un linguaggio e le sue possibilità compositive.

Agire le parole

seminario studio

condotto da Umberto Terruso

periodo gennaio - febbraio 2017

giorni 13,19 e 27 gennaio; 3,10,16 e 17 febbraio 2017

orario dalle 20.00 alle 23.00

costo rata unica 170€ + tessera associativa 10€

presso LAB121 Corso di Porta Romana, 121 Milano

umberto terruso 2.1All’interno del corso biennale d’Arte Drammatica, LAB121 organizza dei seminari studio per approfondire aspetti specifici dell’arte dell’attore: la scoperta della maschera, teatro danza, voce, la relazione scenica e la costruzione del personaggio.

7 incontri per lavorare sulla relazione scenica attraverso l’azione drammatica condotti da Umberto Terruso

Talvolta accade che non si sappia da cosa partire per recitare una scena.
Una volta lette, si cerca di racchiudere le battute dei personaggi in un schema fatto di aggettivi, che indichino genericamente in che modo recitarle (triste, arrabbiato, frustrato, eccitato etc…). Nella vita però non agiamo guidati da generici aggettivi, ma da obbiettivi, desideri e necessità che trasformano il nostro parlare in una vera e propria azione. In questo seminario individueremo alcuni strumenti concreti, precisi e chiari, utili a creare una base solida per analizzare e interpretare una scena. Ci concentreremo su concetti chiave come “circostanze date”, “azione drammatica”, “conflitto e obbiettivo” per comprendere con semplicità che cosa agire attraverso le parole che compongono una battuta. Nella vita non “recitiamo”, ma piuttosto “re-agiamo”. Per questo una recitazione che risulti interessante non parte mai da sé stessi, ma dal compagno con cui si condivide la scena; più gli attori sono “connessi” , più la loro recitazione sarà viva, credibile e unica.
Utilizzeremo come materiale drammaturgico di base alcuni testi di autori contemporanei.

Semplicemente Muoversi

condotto da Amit Zamir

periodo 28, 29, 30 ottobre 2016

orario venerdì 28 ottobre (dalle 19.00 alle 21.00); sabato 29 e domenica 30 ottobre (dalle 10.00 alle 14.00)

costo 120€ + tessera associativa 10€

presso LAB121 Corso di Porta Romana, 121 Milano

  • Amit Zamir

l lavoro sul corpo di Amit Zamir mette al centro i nuclei emotivi dell’attore, il quale può fare esperienza di raccontare storie attraverso il movimento. Il materiale di lavoro è l’essere umano in sé. Il training è un lavoro composito che risente ’incontro della cultura mediorientale con quella occidentale; yoga, danza ed esercizi specifici mirano alla riduzione dell’ego, per creare un terreno fertile per la creazione di forti relazioni nel gruppo, punto di partenza del processo artistico della composizione coreografica e del racconto attraverso il movimento.

Laboratorio di movimento indirizzato alle persone che vogliono semplicemente muoversi e migliorare la loro capacità di esprimersi attraverso il corpo

Il laboratorio offre l’opportunità di ballare come se nessuno stesse guardando, di amplificare le proprie energie, di esercitare la propria flessibilita’, di immaginare, di sperimentare al di la’ di cio’ che gia’ ci e’ noto, di giocare a fare i matti, divertirsi ed esporsi tramite movimenti esagerati, piccoli, delicati, selvaggi, imprecisi, sorprendenti e provocativi.
“Semplicemente Muoversi” stimola il corpo a pensare ed a muoversi in maniera audace all’interno di un contesto che fornisce delle direttive chiare, accessibili e spontanee.
Il laboratorio offre l’opportunita’ di sviluppare la ricerca di una modalita’ di movimento autentica e non artificiosa, non premeditata o elaborata in anticipo, lasciando cosi’ spazio a un modo di muoversi libero, divertente e stimolante.
Amit Zamir

Dettagli tecnici:
Il laboratorio ha luogo in uno spazio gradevole e privo di specchi, gli esercizi sono accompagnati da musica e si richiede che i partecipanti vestano abbigliamento comodo.

Ogni lezione comprende:
• Discorso di apertura
• Riscaldamento (elementi di yoga, teatro fisico e improvvisazione)
• Esercizio a tema (varia in base al soggetto della lezione)
• Esposizione delle creazioni
• Conclusione della lezione

A chi e’ rivolto il laboratorio?
A persone con esperienza, giovani e adulti: il laboratorio e’ rivolto dunque ad attori e ballerini.
Il laboratorio offre l’opportunità di comprendere le basi della recitazione attraverso il corpo, il desiderio, l’azione e l’ostacolo. Inoltre, il laboratorio si concentra sulla costruzione del personaggio attraverso il linguaggio del corpo e attraverso l’auto-creazione. Il laboratorio si concentra sul movimento volto a raccontare una storia, il movimento che deriva da un’azione fisica, emotiva, o dall’utilizzo di un accessorio. Gli attori sono spinti ad imparare a conoscere il proprio corpo e ad usarlo per scopi diversi. ‘Semplicemente muoversi’ offre l’opportunità di esplorare come il movimento aiuta l’attore ad essere autentico, preciso e determinato.

Amit Zamir è coreografo e maestro del movimento a Tel Aviv. Ha iniziato la sua carriera come attore; attualmente è uno dei maggiori coreografi di Israele, approvato da critica e pubblico.E’ insegnante di movimento alla SELA Performing Arts of tel Aviv e in Italia ha insegnato alla Scuola Paolo Grassi. I suoi spettacoli sono rappresentati in Israele e in tutta Europa.

Tu/Io

Pratica del fatto scenico tra stasi, azione, parola

condotto da Francesco Villano

periodo 21, 22, 23 ottobre 2016

orario venerdì 21 ottobre (dalle 19.00 alle 23.00); sabato 22 e domenica 23 ottobre (dalle 10.00 alle 19.00)

costo 140€ + tessera associativa 10€

presso Corso di Porta Romana 121, 20122 Milano

Non siamo noi a perdere tempo, è il Tempo che perde Noi.
Un percorso laboratoriale articolato, che attraverso il gioco teatrale cercherà di indagare il concetto di ri-fondazione.
Utilizzando come chiave di lettura il testo “Edeyen” di Letizia Russo svilupperemo questo tema attraverso il vissuto di per-sonaggi/archetipi in fuga da un “terremoto” per aprire spazi di riflessione sul nostro modo di vivere il pensiero emotivo legato alla temporalità e di conseguenza alla trasformazione e alla caducità.
I fragili rappresentanti di un umanità in fuga finiscono in un de-serto – nel nostro caso intrappolati in un luogo del quotidiano non più familiare – incapaci di trovare una via da percorrere, di riconoscere e riconoscersi nel cambiamento, nella cosiddetta crisi intesa come scelta e occasione di rinascita.
Nella storia subentra un fattore esterno a sovvertire questo stato di inazione e a individuare una nuova via di uscita. Una parabola che sfrutta il meccanismo del sacrificio individuale per la salvezza del gruppo. Ma la domanda per sua natura contraddittoria rimane sempre la stessa: possiamo delegare all’esterno l’elaborazione e la responsabilità del cambiamento?

Analisi del testo
Nello specifico vengono proposti vari approcci analitici per un vero e proprio confronto-scontro fisico, intellettuale ed emotivo con la materia verbale.
Viene richiesta una reale presa di responsabilità personale sul punto di vista che si sceglie di raccontare: una scelta fondante che ogni volta la persona/attore deve fare quando attraversa una storia scritta da altri.
L’analisi agita di alcune scene del testo permette poi di entrare in relazione intenzionale con gli altri attori, con lo scopo di creare insieme un panorama fisico ed emotivo riconducibile direttamente o analogicamente alla situazione testuale.
Si esplorano così le relazioni e le dinamiche vettoriali che sot-tendono al testo, ossia le azioni principali e le spinte che muo-vono i personaggi. Queste direzioni prima analizzate in lettura e poi agite in maniera attiva da improvvisazioni guidate, indivi-duano curve, scopi e compiti di una scena. Obiettivo: strappa-re il personaggio dal flusso letterario e tradurlo in relazione vi-tale, nella realtà, contraddittoria, del “qui e ora” dell’attore. Si tratta di scomporre, destrutturare e ricomporre: ovvero i fon-damenti del processo creativo.

Un “non metodo”
Attraverso un lavoro fisico e sensoriale sulla persona/attore si arriva così ad affrontare la materia scritta in rapporto critico con la scena.
Si inizia dallo stare, dal vuoto: riuscire a vedere e a reagire al già esi-stente. Raggiungere un diverso stato di attenzione e di presenza dell’attore. Osservazione e ascolto dello spazio interno ed esterno al corpo, peso e forze che possono portare a uno sbilanciamento, a un “desiderio” che riversato concretamente nello spazio e in voce arriva a farsi in-tenzione (consapevole o meno).
Necessario è riconoscere l’azione “nascosta” nel testo. Inizialmente questa ci suggerisce semplici domande da sviluppare sulle pulsioni che muovono il personaggio. Attraverso la declinazione di questa azione transitiva, debitamente adattata al tempo presente dell’attore, si può entrare in relazione con “l’ altro da se” sviluppando un dialo-go fatto di continui assestamenti di strategie, e ridefinizioni di obiet-tivi. Compito principale è quello di rispettare ed esaltare la tessitura testuale creando le condizioni per un accadimento scenico, ovvero un “fatto” teatrale. Per fare ciò l’attore deve essere in grado di arti-colare un evento, narrativo o non, con un inizio, uno svolgimento e una fine. Il verbo che trovo più adatto per descrivere questa pratica è “accogliere”. Accogliere la realtà nella scena, nel proprio progetto. Accogliere e partire proprio da un errore o da una difficoltà, rifa-cendosi ad alcune semplici regole “fisiologiche” e non ad astratte ideologie spettacolari.
Il teatro è un evento vitale non ripetibile che deve essere ripercorso ogni sera, per questo ci suggerisce urgenze semplici: partire da quel-lo che c’è, dall’esser-ci e soprattutto dalla relazione con gli altri.

“L’uomo è un abisso, vengono le vertigini a guardarci dentro”
Georg Buchner